Gino Bechi - baritono


Firenze il 16 ottobre 1913

Firenze il 2 febbraio 1993

 

Indirizzato agli studi come perito industriale, da ragazzo suona il pianoforte nei cinema accompagnando i film muti.

All’età di diciassette anni inizia gli studi di canto a Firenze con Raoul Frazzi, frequentò poi la scuola di perfezionamento di Alessandria.

Il 17 dicembre 1936 debutta come Germont in “Traviata” a Empoli.

 

Inizia la sua attività di cantante a tempo pieno, partecipando attivamente agli spettacoli lirici messi in scena dal “Carro di Tespi”.

Nell’estate del 1939 partecipa con successo alla stagione estiva delle Terme di Caracalla cantando Tonio in “Pagliacci” e Amonasro in “Aida”. Sempre a Roma (Teatro dell’Opera) nello stesso anno, il 23 dicembre, canta nella prima assoluta di ”Monte Ivnor” di Ludovico Rocca.

Guadagnerà presto grande fama grazie soprattutto a ruoli come Jago, Figaro, Nabucco, Rigoletto, Amonasro.

 

Il 1940 è l’anno del suo debutto al Teatro alla Scala di Milano come Don Carlo di Vargas in “La forza del destino” di Giuseppe Verdi a fianco di Beniamino Gigli e Gina Cigna e sotto la direzione di Gino Marinuzzi, sempre nello stesso anno, sarà poi Severo in “Poliuto” di Gaetano Donizetti.

Il primo gennaio del 1941, ancora con la direzione di Marinuzzi, canta nel ruolo di Renato in “Un ballo in maschera” con Beniamino Gigli e con Maria Caniglia, sarà poi Jochanaan nella “Salome” con Franca Somigli nel ruolo del titolo.

Il 28 maggio 1941 canta al Comunale di Firenze nella prima assoluta di “Don Juan de Manãra” (versione riveduta de “L’ombra di Don Giovanni” di Franco Alfano), il 26 dicembre inaugura la stagione scaligera con “Ernani” (Don Carlo) al suo fianco Francesco Merli (Ernani), Carla Castellani (Elvira), Tancredi Pasero (Silva), direttore Gino Marinuzzi.

Nel gennaio del 1942 sempre alla Scala sarà Figaro in “Il barbiere di Siviglia” con Gianna Pederzini, Ferruccio Tagliavini Tancredi Pasero, e nel mese di marzo Athanaël nella Thaïs di Massenet con Mafalda Favero nel ruolo del titolo, mentre in aprile interpreta Sir Riccardo Forth in “I Puritani” al fianco di Margherita Carosio e Antonio Salvarezza.

Nel 1943 riprende l’opera del debutto “La forza del destino” con Beniamino Gigli e Maria Caniglia, direttore Victor De Sabata, e nel marzo interpreta il ruolo del titolo in “Rigoletto”con Giacomo Lauri Volpi quale Duca di Mantova, mentre Gilda era Margherita Carosio.

 

Il 26 dicembre del 1946, inaugura la stagione della Scala, in occasione della riapertura del teatro dopo la guerra con “Nabucco” (ruolo del titolo) con Maria Pedrini e Cesare Siepi diretti da Tullio Serafin.

Gino Bechi aprirà anche le stagioni successive 1947/48 con Otello (Jago) al fianco di Ramon Vinay, Maria Caniglia e con la direzione di Victor De Sabata, e 1948/49 con “Il trovatore” (Il Conte di Luna) dove Manrico era Kurt Baum, Leonora Onelia Fineschi e Azucena Fedora Barbieri, direttore Victor De Sabata.

Ancora un’inaugurazione di stagione, il 26 dicembre 1950, sempre in “Otello” con co-protagonisti ancora Ramon Vinay e Renata Tebaldi. Nel febbraio del 1951 sarà Alfio in “Cavalleria rusticana” e nell’aprile del 1952 Figaro in “Barbiere di Siviglia” con Ferruccio Tagliavini e Giulietta Simionato, mentre nell’aprile del 1953 interpreta Alfonso in “La Favorita” con Gianni Poggi ed Ebe Stignani.

 

Nel settembre del 1950 canta al Covent Garden di Londra con la Compagnia della Scala in “Otello” con Vinay e Tebaldi e in “Falstaff” (ruolo del titolo), ritornerà a Londra nel 1958 al Teatro Drury Lane come protagonista in “Guglielmo Tell” nel 1958.

 

Ha cantato molto in Italia, dove, oltre alla Scala compare spesso al Teatro dell'Opera di Roma (1938-1952), al Massimo di Palermo (Aida, Trovatore, Traviata, Arlesiana, Cavalleria rusticana, Rigoletto, Trovatore, Pescatori di perle, Barbiere di Siviglia, Faust, Andrea Chénier, Carmen, Amleto, Guglielmo Tell). San Carlo di Napoli dove tra l’altro, nella stagione 1949/50 sarà Nabucco, al fianco di Maria Callas (unica volta che canterà in compagnia del grande soprano greco), Regio di Parma (Barbiere di Siviglia e Ballo in maschera), Fenice di Venezia (Barbiere di Siviglia, Nabucco, Rigoletto) al Cairo, nelle due Americhe, in Germania e in Portogallo.

Nel 1947 partecipa alla stagione del Colon di Buenos Aires (Barbiere di Siviglia, Rigoletto, Andrea Chénier).

Non ha mai cantato al Teatro Metropolitan di New York.

 

Fu cantante e artista di grande successo, anche se la sua voce subì un prematuro declino verso la seconda metà degli anni Cinquanta.

Di lui Eugenio Gara ebbe a scrivere:

Mentre si avviavano al crepuscolo Galeffi, Stracciari, De Luca, il giovane Bechi parve chiamato a raccoglierne la successione, con la sua voce di vibrante metallo, gli acuti (specie fra il fa e il la bem.) di rara potenza e fermezza, la prontezza musicale, la figura prestigiosa. Successivamente si osservò la tendenza a strascicare il suono, ad emissioni tubolari e nasali, e soprattutto certa indifferenza “routinière” di fronte alle ragioni artistiche del personaggio. Tuttavia il successo del cantante, la sua autorità, anche all’estero, ebbero ancora per qualche tempo una notevole risonanza…

 

Abbandona le scene con una trionfale recita del Barbiere di Siviglia a Borgosesia il 31 gennaio del 1963. Dopo il ritiro gestisce una scuola di perfezionamento per giovani cantanti lirici a Firenze e per qualche tempo è presidente del Concorso Internazionale di canto di Siena intitolato a Ettore Bastianini.

 

Gino Bechi si spegne a Firenze il 2 febbraio 1993.

 

Angelo Sguerzi, così descrive la voce di Gino Bechi nel suo volume "Le stirpi canore" (Bongiovanni Editore 1978):

"Quando Gino Bechi, fiorentino di nascita e in parte anche di studi (infatti il suo maestro fu Raoul Frazzi), si impose definitivamente nel 1939, i tenori e i soprani ebbero un bel da fare per competere con la sua vocalità: gli squilli tra il "fa" e il "la" bemolle acuti erano di metallo e di potenza veramente rari e tali da mettere decisamente a repentaglio le casse armoniche dei suoi compagni di scena. E il resto della voce, specie nei centri, non era da meno, Don Carlo di Vargas, Jago e il Conte di Luna mettevano spesso in seria difficoltà Don Alvaro, Azucena e Leonora, nè tra i baritoni vi era voce che, in fatto di potenza e di fiati, potesse stargli alla pari. Questo fu il fenomeno che impressionò maggiormente le platee e che portò il cantante immediatamente in testa alla classifica delle preferenze da parte di pubblici e di teatri, In realtà la voce era davvero fuor dal comune come forza, ma il vezzo d'appoggiare il suono alla fosse nasali, che non era esattamente consuetudine baritonale allora, rendeva il suono più squillante e, ove non ci fosse stato (ma c'era, eccome!), il corpo vocale tale da emulare la vibrazione tenorile, Non soltanto quindi voce possente, ma anche emissione fin troppo personale e inconsueta: bisogna risalire alla vocalità di Titta Ruffo per trovare, e sia pure con le dovute differenze, qualcosa che potesse assomigliarle. Se si aggiunge poi che il "mezzo forte", spesse volte al limite del "tubato", induceva una sensazione stranamente affascinante e si accompagnava ad una espansione nel settore acuto del tutto eccezionale (certamente possedeva anche il "si bemolle" e il "si" naturale), non c'è da meravigliarsi se Gino Bechi produsse l'effetto di una folgore. Il gusto del canto poi era quanto di meglio le platee chiedessero; drammaticità violenta, esibizione favolosa di suoni stentorei, smorzati dalle intenzioni quasi demoniache, fiati capaci di tutti gli ardimenti. Dopo il clamoroso Renato, il non meno sbalorditivo Figaro e quel re dell'"Ernani" che, alla romanza del terzo atto, si alzava veramente "come aquila sui vanni" vennero tutte le altre interpretazioni dell'"Otello", della "Forza del destino", del "Rigoletto" (i bis del "Sì vendetta" o del "Cortigiani" non si contavano), del "Nabucco", della "Favorita", dell'''Aida" e persino del "Falstaff". Non mancarono inoltre le affermazioni nel repertorio verista come in "Tosca", "Andrea Chénier", "Zazà", "Fanciulla" oppure nella "Wally" o nella "Thaïs" di Massenet.

Con Gino Bechi certamente una tradizione, quella appunto dei Ruffo e degli Stracciari, concludeva il suo ciclo, lasciando ad altri il compito di instaurare un'altra direttiva più consona alle già maturate esigenze del gusto musicale, anche se, bisogna pur dirlo, una voce come quella di Bechi non è forse mai più apparsa. Ciò che, però, ferisce il nostro orecchio fu ed è il gusto truculento."

 

 

Gino Bechi deve gran parte della sua popolarità anche al cinema per il quale tra il 1942 e il 1967 ha interpretato ben quindici films:

 

FUGA A DUE VOCI - It. 1943, Regia: Carlo Ludovico Bragaglia, Attori: Irasema Dilian; Paolo Stoppa; Carlo Campanini; Aroldo Tieri; Guglielmo Barnabò.

 

TORNA A SORRENTO It. 1945, Regia:Carlo Ludovico Bragaglia, attori: Adriana Benetti; Aroldo Tieri; Camillo Pilotto.

 

PRONTO CHI PARLA? - It. 1946, Regia: Carlo Ludovico Bragaglia, Attori: Annette Bach; Laura Gore; Carlo Campanini; Aroldo Tieri; Guglielmo Barnabò

 

AMANTI IN FUGA - It. 1946, Regia: Giacomo Gentilomo, attori: Carlo Ninchi, Annette Bach. Franca Marzi.

 

IL SEGRETO DI DON GIOVANNI - It. 1947, Regia: Camillo Mastrocinque, Attori: Silvana Pampanini; Gina Lollobrigida; Aroldo Tieri; Gino Saltamerenda; Carlo Romano; Galeazzo Benti.

 

ARRIVEDERCI, PAPÀ - It. 1947, Regia: Camillo Mastrocinque, Attori: Nino Besozzi, Mariella Lotti, Carlo Mazzarella.

 

FOLLIE PER L'OPERA - It. 1948, Regia: Mario Costa, Attori: Gina Lollobrigida; Aroldo Tieri; Carlo Campanini; Constance Dowling; Franca Marzi; Tito Gobbi; Maria Caniglia; Beniamino Gigli.

 

UNA VOCE NEL TUO CUORE - It. 1949, Regia:Alberto d’Aversa, Attori: Vittorio Gassman, Constance Dowling, Fiorella Carmen Forti, Nino Pavese.

 

SIGNORINELLA - It. 1949, Regia: Mario Mattoli, Attori: Antonella Lualdi, Aroldo Tieri, Ada Dondini, Ave Ninchi.

 

SOHO CONSPIRACY - UK. 1950, Regia: Cecil H. Williamson, Attori: Zena Marshall, Jacques Lebrecque, Peter Gawthorne, Beniamino Gigli, Tito Gobbi, Tito Schipa.

 

AIDA - it. 1953, Regia: Clemente Fracassi (solo per la parte vocale). (Film Opera)

 

CANZONI A DUE VOCI - It. 1953, Regia: Gianni Vernuccio, Attori: Franca Marzi, Isa Barzizza, Tito Gobbi, Nino Marchetti.

 

SINFONIA D'AMORE (SCHUBERT) - It. 1954, Regia: Glauco Pellegrini, Attori: Paolo Stoppa, Claude Laydu, Lucia Bosè.

 

LA CHIAMAVAN CAPINERA… - It. 1957, Regia: Piero Ragnoli, Attori: Pierre Cressoy, Irene Galter, Nerio Bernardi.

 

LA TRAVIATA - It. 1967, Regia:Mario Lanfranchi, Film Opera con Anna Moffo (Violetta), Franco Bonisolli (Alfredo).

 

 

Ha cantato ufficialmente per 27 anni dal 1936 al 1963, in un repertorio che comprendeva 24 autori e 41 opere:

 

ALFANO:

Don Juan de Manãra

Resurrezione

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BELLINI

I Puritani

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BIZET

 Carmen

I pescatori di perle

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CIAIKOVSKIJ

Eugenio Onegin

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CATALANI

La Wally

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CILEA

L'Arlesiana

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DONIZETTI

La Favorita 

Lucia di Lammermoor

Poliuto

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GIORDANO

Andrea Chénier

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GOUNOD

Faust

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LEONCAVALLO

Pagliacci

Zazà

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MASCAGNI

Cavalleria rusticana

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MASSENET

Thaïs

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MONTEVERDI

Il combattimento di Tancredi e Clorinda

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MOZART

Don Giovanni

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MULÉ

La Baronessa di Carini

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PONCHIELLI

La Gioconda

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PUCCINI

La Bohème

Gianni Schicchi

Tosca

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ROCCA

Monte Ivor

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ROSSINI

Il Barbiere di Siviglia

Guglielmo Tell.

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SALIERI

Falstaff

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STRAUSS

Salome

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THOMAS

Hamlet

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VERDI

Aida

Un ballo in maschera

Ernani

Falstaff

La forza del destino

Nabucco

Otello

Rigoletto

La Traviata

Il Trovatore

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WAGNER

Sigfrido.

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© Pietro Sandro Beato

 

 

Commenti: 3
  • #3

    Best Juicer (mercoledì, 01 maggio 2013 00:42)

    This is an excellent write-up! Thank you for sharing!

  • #2

    Kačenky (martedì, 17 luglio 2012 17:58)

    Many thanks for data

  • #1

    Gerhard Santos (giovedì, 26 gennaio 2012 18:23)

    MOLTO BELLO!!! Thank you for sharing this Valuable Biographical information.