Juanita Caracciolo - soprano


Ravenna 25 ottobre 1888

Milano 5 luglio 1924

 

Il padre Gennaro era l’amministratore della Compagnia di Operette “Maresca”. La madre si chiamava Maria Girczy ed era un soprano ungherese.

 

Studia canto a Milano con Clelia Sangiorgi.

 

Il 31 dicembre 1907, all'età di 19 anni, Debutta al Politeama di Genova come Nedda in "Pagliacci" di Ruggero Leoncavallo.

Nel 1908 canta il ruolo del titolo in "Adriana Lecouvreur" al Teatro Verdi di Pisa.

Seguiranno nel 1909: "Bohème" (Mimì), Sanremo, Teatro del Casinò e Venezia, Teatro Rossini.

"Madama Butterfly" (Cio-Cio-San), Mantova, Teatro Sociale e Macerata, Teatro della Società Filarmonica. "Lohengrin" (Elsa), Alessandria, Teatro Municipale.

Nel 1910 "Bohème", Modena, Teatro Municipale. "Madama Butterfly", Torino, Politeama Chiarella.

Nel 1911 compie una tournée in Egitto, dove Al Teatro Kedivhiale del Cairo canterà, tra l'altro, il ruolo di Elsa (Lohengrin), ciò contribuirà a farla conoscere anche all’estero.

Nello stesso anno sposa il direttore d'orchestra Giacomo Armani, sostituto di Toscanini e Mugnone.

 

Si afferma in breve tempo nei principali teatri italiani e stranieri (Montecarlo, Buenos Aires, Rio de Janeiro), al Colón di Buenos Aires nel maggio del 1920 sarà Margherita in "Mefistofele" a fianco del basso Pavel Ludikar e del tenore Fernando Ciniselli. Tra il 1915 e il 1916, In Sud America canterà il ruolo di Mimì anche nei teatri di Urquiza di Montevideo, Municipal di Santiago del Cile, Coliseo di Buenos Aires, Victoria di Valparaiso, Nacional di Lima, Principal di Antofagasta (Cile).

 

Tra il 1917 e il 1922, Juanita Caracciolo porterà il ruolo di Mimì in vari teatri italiani e stranieri, tra cui: il Sociale di Brescia (1917); il Politeama di Livorno (1918); Il Massimo di Palermo a fianco di Dino Borgioli (1919), in questo teatro canterà inoltre in "Manon" di Massenet sempre con Borgioli, "Madama Butterfly" e in "Il segreto di Susanna" di Wolf Ferrari; Il Rossetti di Trieste (1919).  All'estero a Montecarlo (1921) e a Palma di Majorca (1922).

Nel 1916 affianca all'attività di cantante quella d'impresario, assume la direzione artistica della "Compagnia di opere comiche" che rappresentò, tra l'altro, al Quirino di Roma, "Le Maschere" di Mascagni.

Il 14 maggio 1918, Juanita Caracciolo da voce, al Teatro Lirico di Milano, al personaggio di Lodoletta nell'omonima opera di Pietro Mascagni, con la direzione dell'autore. Ruolo che l’11 settembre 1918 riprenderà anche al Teatro Donizetti di Bergamo a fianco di Beniamino Gigli e con la direzione di Ettore Panizza e al 28 dello stesso mese al Teatro Chiarella di Torino sempre a fianco di Beniamino Gigli, direttore Federico Del Cupolo.

Il 27 luglio 1919 partecipa al Teatro Rossini di Pesaro alla prima assoluta di "La via della finestra" di Riccardo Zandonai, nel ruolo di Gabriella a fianco del tenore Ferdinando Ciniselli (Renato) e del mezzosoprano Elvira Casazza (La marchesa madre).

Nei primi mesi del 1920 canta al Costanzi di Roma in “Manon” di Massenet a fianco di Giacomo Lauri-Volpi, poi in “Madama Butterfly” (Cio-Cio-San) in alternanza con Gilda dalla Rizza e il soprano giapponese Tamaki Miura. Riprende “La via della finestra” a fianco di Manfredi Polverosi (Renato), infine in Mefistofele di Arrigo Boito (Margherita) con Nazzareno De Angelis (Mefistofele), Manfredi Polverosi (Faust) e la direzione di Edoardo Vitale.

il 22 gennaio del 1922 al Teatro Regio di Torino sarà Wally nell’omonima opera di Alfredo Catalani con i tenori Salvatore Pollicino e Luigi Abrate che si alternavano nel ruolo di Giuseppe Hagenbach, direttore Tullio Serafin.

Il 26 dicembre 1922, Juanita Caracciolo canta alla Scala di Milano in "Manon Lescaut". Poi il 25 gennaio del 1923 in “I Maestri Cantori di Norimberga” di Richard Wagner (Eva) con Aureliano Pertile, Ernesto Badini, Marcel Journet e Ezio Pinza;  il 25 febbraio in “Luisa” di Gustave Charpentier con Aureliano Pertile, Elvira Casazza, Marcel Journet e Ezio Pinza; il 19 e 22 marzo in “Mefistofele” (Margherita) di Arrigo Boito, tutte con la direzione di Arturo Toscanini.

La sua ultima apparizione avverrà al Teatro alla Scala di Milano il 6 giugno 1923, nel ruolo di Margherita in "Mefistofele" con la direzione di Toscanini.

 

Juanita Caracciolo, morì giovanissima, a Milano, il 5 luglio 1924 a seguito di un'infezione riportata durante il suo secondo parto.

 

Aveva trentasei anni.

 

Rodolfo Celletti su "Musica e Dischi" del febbraio 1958 scrive di Lei:

 «Non aveva una grande voce. Anzi, a volte si fecero delle riserve circa il suo volume. Probabilmente più perché non forzava e non apriva (il solito equivoco) che per effettiva deficienza di risonanze. Ché al contrario, il suo impasto e il suo smalto non mancavano di penetrazione: l'uno e l'altro avevano una delicatezza intima, una melodiosità ovattata e carezzevole che, purtroppo - mi si dice - i dischi non hanno raccolto che in parte, sensibilizzando per contro, qua e là delle vibrazioni ondulanti che non credo fossero molto percettibili nell'originale, posto che nessun recensore o cronista, tra quelli che ho consultato, ne fa mai menzione».

 

Eugenio Gara su “Le Grandi Voci” (1964) pp.126

«Benché quasi completamente votata al repertorio post-verdiano, del verismo e dei suoi eccessi accettò solo una parte. Diversamente da una Bellincioni o da una Carelli, che furono un po’ le “disperate” di quel movimento, la Caracciolo si piegò all’espressione violenta , al grido, sempre con una specie di mortificato pudore. Questo fu il suo segno particolare e il suo fascino: una nitidezza di disegno, una precisione di contorni che non erano solo testimonianza di una scuola eccellente, ma anche e soprattutto un rimpianto di quell’ideale vocale classico che pareva allora avviato al definitivo tramonto. Ciò si vide, per esempio, nella sua Manon Lescaut, ardente e tuttavia di una stilizzazione settecentesca raffinatissima; come pure nella sua Margherita del Mefistofele, specie di rustico angelo caduto; infine nella Luisa di Charpentier, in cui faceva sentire (scrisse G. Cesari) “la poesia del focolare domestico, la passione amorosa, calda anche negli umili”, lasciando alla voce dell’orchestra di “estrinsecare Parigi, la simbolica e la reale”.

Tra i suoi dischi più interessanti sono le incisioni della Manon, Manon Lescaut, Butterfly e Wally».

 

 Nel 2008 è stato dato alle stampe un libro di Roberta Paganelli edito da Zecchini per la collana Personaggi della musica, dal titolo: "Juanita Caracciolo, una breve e fulgida stella tra Puccini e Mascagni" pagine 197.

 

 

 

DISCOGRAFIA RINTRACCIATA

 

La Voce del Padrone, Milano 27 giugno 1918

1)           P. Mascagni LODOLETTA:  Che Corsa (con coro)

               matrice 3265c  -  catalogo 2-052144

 

La Voce del Padrone, Milano 28 giugno 1918

2)           P. Mascagni LODOLETTA:  Flammen perdonami

               matrice 3270c  -  catalogo 2-052146

 

3)           P. Mascagni LODOLETTA:  Bimbi del mio villaggio (con coro)

               matrice 3271c  -  catalogo 2-052145

 

Columbia, Milano 1923

4)           Giacomo Puccini: LA BOHÈME: Sì, mi chiamano Mimì

               matrice 70799  -  catalogo D5389

5)           Giacomo Puccini: LA BOHÈME: Donde lieta uscì

               matrice 70810  -  catalogo D5389

6)           Alfredo Catalani WALLY: Ebben ne andrò lontana

               matrice 70812  -  catalogo D9423

7)           Giacomo Puccini TOSCA: Vissi d’arte

               matrice 70814  -  catalogo D9423

 

Fonografia Nazionale - Italia (?)

8)           Giuseppe Verdi LA TRAVIATA: Ah! fors'è lui

               matrice 2045 

9)           Giuseppe Verdi LA TRAVIATA: Addio del passato

               matrice 2046 

10)         Arrigo Boito MEFISTOFELE: Spunta l’aurora pallida

               matrice 2048  -  catalogo G2048

11)         Alfredo Catalani WALLY: Ebben ne andrò lontana

               matrice 2049 

12)         Alfredo Catalani WALLY: Né mai dunque avrò pace

               matrice 2050

13)         Giacomo Puccini MADAMA BUTTERFLY: un bel dì vedremo

               matrice 2051 

14)         Giacomo Puccini MANON LESCAUT: In quelle trine morbide

               Matrice 2052

15)         Giacomo Puccini LA BOHÈME: Mi chiamano Mimì

               matrice 2053

16)         Giacomo Puccini LA BOHÈME: Addio senza rancore

               matrice 2054

 

Pathé, Milano 1923

17)         Arrigo Boito MEFISTOFELE: L’altra notte in fondo al mare

               matrice (?)  -  catalogo 10375

18)         Arrigo Boito MEFISTOFELE: Spunta l’aurora pallida

               matrice (?)  -  catalogo 10375

19)         Giacomo Puccini MANON LESCAUT: In quelle trine morbide

               matrice 86922  -  catalogo 19376

20)         Giuseppe Verdi LA TRAVIATA: Ah, fors'è lui

               matrice 86927  -  catalogo 19376

21)         Umberto Giordano ANDREA CHÉNIER: La mamma morta

               matrice (?)  -  catalogo 10377

22)         Giacomo Puccini LA BOHÈME: Mi chiamano Mimì

               matrice (?)  -  catalogo 10377

23)         Arrigo Boito MEFISTOFELE: Calma il tuo cuor (con A. Pertile)

               matrice 86919  -  catalogo 12595

24)         Giacomo Puccini MADAMA BUTTERFLY: Via dall’anima in pena                      (con A. Pertile)

               matrice 86920  -  catalogo 12595

 

 

Discografia compilata con l’ausilio del volume “Le Grandi Voci” (1964) e del sito del collezionista Robert Johannesson.

 

Pietro Sandro Beato

 

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