Charles Rousselière



Charles Rousselière, il cui vero nome era Charles Roussoulière, nasce a Saint-Nazaire-d'Aude, nel dipartimento dell'Aude, in Francia, il 17 gennaio 1875.

Mentre i suoi fratelli maggiori seguiranno la carriera di meccanico del padre, lui era destinato al sacerdozio. Secondo la famiglia, questo stato gli avrebbe assicurato, un avvenire certamente non prospero, ma dignitoso. Avendo inoltre la possibilità di godere della stima del suo “gregge”.

 
Mentre era ancora giovane, fu quindi avviato al seminario, dove fu sottoposto a studi duri e faticosi. La sua unica distrazione consisteva nel cantare alla Messa della domenica, guadagnandosi le lodi dei fedeli che apprezzavano molto la sua bella voce infantile. Tuttavia, vista l’irrequietezza e lo scarso interesse che il ragazzo mostrava per gli studi, i genitori lo ritirarono dal seminario e lo misero in collegio. Inoltre, visto che, una famiglia povera non poteva permettersi la spesa per l’istruzione dei figli, Charles, fu anche impiegato come apprendista contabile presso un commerciante di vini.

Qualche tempo dopo, approfittando della politica del governo a favore degli immigrati francesi, il padre otterrà un impiego dalla “Compagnie de l'Ouest Algérien” a Sidi-Bel-Abbès in Algeria. La famiglia quindi si trasferirà in questa città dove Charles imparerà il mestiere di tornitore.

Furono anni felici per lui, nonostante le ardue difficoltà del suo lavoro e il clima ostile. Durante le lunghe calde notti estive, quando era difficile dormire, andava con la famiglia a stendersi nei campi per dormire cercando un po’ di refrigerio all’aperto.

La famiglia e gli amici, che lo sentivano cantare continuamente, lo incoraggiarono a studiare per poter dedicarsi più seriamente a questa sua passione artistica in modo di migliorarla.

I fratelli maggiori gli pagarono il viaggio da Sidi Bel Abbes a Parigi. Così per Charles, iniziò questa grande avventura.

 

Giunto a Parigi Charles rimase stupito dalla bellezza degli edifici, dei grandi viali con ampi spazi verdi, ma anche spaventato dal trambusto della capitale, che alla fine del XIX secolo, godeva di grande prestigio internazionale su arte e cultura. Come preso da “agorafobia”, senza indugiare, dopo un breve soggiorno parigino per riposare dalla fatica del viaggio, ritornò subito in Algeria, con grande delusione della sua famiglia e degli amici che avevano riposto in lui molte speranze.

Solo l’anno successivo prese il coraggio a due mani, decidendo seriamente di provare ad affrontare la vita frenetica di Parigi.

Per guadagnarsi da vivere, cantava in un caffè-concerto (Petit Ramponneau a Montmartre), dove apprezzavano la sua bella voce naturale. Non fu il primo né l'ultimo a fare il suo debutto artistico nel varietà (vedi: Marie Delna, Lina Cavalieri, Roberto Alagna). Tuttavia, lo scopo principale della sua seconda venuta a Parigi era quello di poter entrare al Conservatorio, riuscendo ad ottenerne l'ammissione.

 

Al Conservatorio, ha avuto maestri come Edmond Vergnet (voce), Adolphe Girardot (opera) e Léon Achard (opera comica). Questi tre tenori instillarono in lui una buona tecnica vocale, che gli permise poi di interpretare ruoli diversi come: Faust, Don José, Sansone, Eleazar, Sigurd e Siegfried.

Dopo gli studi e nonostante il limitato successo nell’esame finale, nel 1898, non ebbe problemi a farsi ingaggiare come tenore. Canterà a Tournai (Belgio) e nei “Concerti Lamoureux” a Parigi.

Il 27 agosto 1900 nell’Arena di Béziers (Francia) sarà uno dei creatori di Prométhée di Gabriel Fauré (Andros), gli altri interpreti erano, il soprano Caroline Fiérens-Peters (Bia), il mezzosoprano Rosa Feldy (Gaïa), tenore Fonteix  (Kratos), e il basso John Vallier (Hephaïstos), e i ruoli recitati assegnati a Max (Prométhée), Cora Laparcerie-Richepin (Pandore) e Odette de Fehl (Hermès). Ottocento coristi e comparse completarono il cast il tutto diretto Charles Eustace alla presenza di quasi diecimila persone. [1]

 

Nel dicembre 1899, Pedro Gailhard, direttore dell'Opéra, schiuse le porte della Salle Garnier al giovane promettente  tenore, affidandogli la responsabilità d’interprete nei ruoli principali.

Rousselière rimarrà nel famoso Teatro fino al 1905. Non è noto il motivo del suo allontanamento. In ogni caso, s’imporrà nel repertorio drammatico e di demi-caractère.

 

Il 5 ottobre 1900 Rousselière farà il suo debutto alla Salle Garnier in Sanson et Dalila, con la direzione di Paul Taffanel, con Meyrianne Héglon (Dalila), Jean Noté (Gran Sacerdote), François Delpouget (Abimélech)

Léon Gresse (Vecchio ebreo).

 

Il critico musicale di Le Figaro di sabato 6 ottobre 1900:

"La scorsa sera all'Opéra, il signor Gailhard ci ha presentato Samson e Dalila, il tenore Rousselière, giovane artista del Sud, come indica il suo nome. Comprova, per le sue qualità, per il calore e il fascino, la reputazione dei ragazzi di Guascogna. La sua dizione, la sua voce generosa e l'abilità con cui ha cantato,  dimostra l'inesattezza del giudizio della giuria del Conservatorio, mentre allo stesso tempo, ebbe un’ottima valutazione dal pubblico che lo acclamò il nuovo Sansone.

La giuria del Conservatorio non gli concesse il meritato primo premio, a causa di un insignificante incidente vocale, causato dalla fatica sopportata per prepararsi al concorso. Una cosa simile era accaduta anche durante il concorso di Mlle. Aïno Ackté, ora una star di prima grandezza.

Il pubblico, la sera scorsa ha finalmente ribaltato il giudizio negativo che la giuria del Conservatorio aveva dato sul Sig Rousselière, chiamandolo nuovamente per due volte, assieme alla sua bella compagna la signora Héglon, dopo il secondo atto della grande opera di Saint-Saëns”.

Ben accolto dal pubblico come dalla stampa, Rousselière continuò ad esibirsi nel ruolo biblico di Camille Saint-Saëns. Durante la rappresentazione di venerdì, 19 ottobre 1900, è stato onorato dalla presenza del Re di Grecia e del Granduca Pietro di Russia.

Nel frattempo il 18 ottobre, parteciperà ad una matinée di gala in favore dell’“Association du secours mutuel des artistes dramatiques”. Tra i grandi nomi dell'Opera, l'Opéra-Comique, e della Comédie Française, figureranno il grande baritono Jean-Baptiste Faure e il giovane soprano Aïno Ackté, che l’8 ottobre 1897 aveva debuttato alla Salle Garnier nel ruolo di Marguerite in Faust di Charles Gounod. Assieme interpretarono il duetto da Mireille di Charles Gounod.

Nonostante i successi, Rousselière fu costretto ad essere paziente, mentre vedeva altri tenori affermarsi in Salammbô Reyer, Les Huguenots di Meyerbeer, nel Rigoletto di Verdi, nel Faust di Charles Gounod, in Le Cid di Jules Massenet in Tannhäuser e in Die Walküre di Richard Wagner.

Dal 1901, tuttavia, continuerà a cantare i primi ruoli da tenore, tra cui in Faust, insieme a Aïno Ackté e Aida con Louise Grandjean, creando il ruolo di du Veilleur in Les Barbares di Camille Saint-Saëns, sotto la direzione di Paul Taffanel, con Jeanne Hatto (Floria) Meyrianne Héglon (Livia), Albert Vaguet (Marcomir), Jean-François Delmas (Scaurus). La prova generale ebbe luogo 20 Ottobre 1901, mentre la prima si svolse il giorno 23 ottobre all'”Académie nationale de Musique”.

 

Appagato, Gustave Larroumet ha scritto su “Le Figaro” di martedì 22 ottobre 1901, un lungo articolo su "Saint-Saëns e I Barbari", che si conclude con lodi entusiastiche sui rispettivi interpreti, senza dimenticare i ballerini del terzo atto adattato da J. Hansen; Jambon per i suoi paesaggi; Carlo Bianchini per i  costumi; Pedro Gailhard per la messa in scena e infine il direttore d'orchestra Paul Taffanel.

16 novembre 1901, Charles, sposerà la cantante lirica Suzanne Jeanne Huchet, che gli darà un figlio maschio, Jean Charles (Parigi, 29 giugno 1902, Suresnes 2 gennaio 1975).

Nel 1902, si produrrà soprattutto in Salammbô (Matho) di Ernest Reyer, tratto dal romanzo di Gustave Flaubert. Si distinse inoltre in Paillasse di Ruggero Leoncavallo, nella versione francese di Eugène Crosti, e in Roméo et Juliette di Gounod.

Nel 1904 affronterà il ruolo di Siegfried nella versione francese dell’opera curata da Alfred Ernst, con la messa in scena di Victor Capoul, e in Le Trouvère (versione francese di Emilien Pacini), condividendo il ruolo di Manrique con il tenore Albert Alvarez.

Il 27 Gennaio 1905, crea il ruolo di Boris nel dramma lirico Daria di Georges Marty (1860-1908), su libretto di Adolphe Aderer e Armand Ephraïm, messo in scena da Pedro Gailhard, con Geneviève Vix (Daria), Jean-François Delmas (Ivan), il basso Donard (Le Pope), il tutto sotto la direzione orchestrale di Paul Vidal.

 

Il 16 marzo 1905 al Grand Théâtre di Monte Carlo creerà il ruolo di Giorgio nell’opera Amica di Pietro Mascagni, con Geraldine Farrar (Amica) [2], Maurice Renaud (Renaldo), Henri-Alexis Lequien (Padre Camoine), Paola Rainaldi (Magdelone), e la direzione del compositore.

La prima italiana avvenuta 13 maggio 1905 al Teatro Costanzi di Roma (con Amalia Karola, Piero Schiavazzi e Riccardo Stracciari, sempre condotti  dall’autore), rafforzerà il parere degli specialisti che non risparmiarono le loro critiche su questo lavoro, che descrive l'amore di due fratelli per la stessa donna.

 

Durante l'estate, Charles canterà al Théâtre Antique d'Orange in  Les Troyens à Carthage di Hector Berlioz (Enée), con Félia Litvinne (Didon) e De Cnassang (Ascagne). Nonostante un implacabile vento di mistral che “trascinava via” le voci, il successo fu ugualmente assicurato.

Il 27 ottobre 1905, parteciperà all’Opéra, alla ripresa del Franc-tireur (Der Freischütz) in lingua francese di Carl Maria von Weber (Max), ancora una volta sotto la direzione di Paul Taffanel e con Louise Grandjean (Agathe), Jeanne Hatto (Ännchen), Jean-François Delmas (Kaspar), Dinh Gilly (Kilian), François Delpouget (Kuno).

Il 24 febbraio 1906 [3] troveremo Charles al Teatro di Carlo Monte, interpretare il ruolo di Tebaldo nella prima assoluta del dramma lirico L'Ancêtre, di Camille Saint-Saëns, su libretto di Lucien Augé de Lassus, con Maurice Renaud (Raphaël, ermite), Henri-Alexis Lequien (Bursica) Félia Litvinne (Nunciata), Geraldine Farrar (Margarita) e Marie Charbonnel (Vanina), direttore Léon Jehin, messa in scena di Raoul Gunsbourg. (L'azione si svolge in Corsica sotto il Primo Impero).

Il 22 aprile 1906 al Nouveau Théâtre di Parigi ha partecipato alla creazione dell’opera Le Clown del conte Isaac de Camondo, su libretto di Victor Capoul, con Geraldine Farrar, Maurice Renaud e Jean-François Delmas.

Ingaggiato dal Metropolitan Opera di New York per la stagione 1906-1907, s’imbarcherà sul piroscafo "Savoia" trovando come compagni di viaggio il soprano Lina Cavalieri, i tenori Alessandro Bonci e Fernand Soubeyran e il soprano tedesco Katharina Fleischer-Edel.

La sua venuta al Metropolitan, sarà ben presentata dal New York Times del 18 novembre 1906.

"Il signor Rousselière che ha studiato al Conservatorio di Parigi ed è stato scritturato dal Sig Gailhard per l'Opera di Parigi. Dopo aver cantato una piccola parte in un’opera di Saint-Saëns “Les Barbares”,  ha avuto la fortuna di essere stato scelto, per alcune parti,  come successore di Jean de Reszke. Il suo primo successo lo ha raggiunto interpretando il ruolo di  Canio in "Pagliacci". Poco dopo, è apparso come Roméo e Faust. La sua ultima impresa è l’interpretazione del ruolo di tenore nell’opera più recente di Saint-Saëns, " L'Ancêtre ". Dopo aver cantato per alcuni mesi a Monte Carlo, ha accettato il suo primo impegno in l'America ".

Il 26 novembre 1906 nella serata d’inaugurazione della stagione, in una sala gremita dai rappresentanti delle più facoltose famiglie di New York, sfavillanti nei loro lussuosi abiti e luccicanti gioielli, Charles Rousselière debutta nel massimo teatro newyorkese come Roméo nell’opera di Charles Gounod Roméo et Juliette messa in scena da Eugene Dufriche e con Geraldine Farrar come Juliette, anche lei al suo debutto in questo teatro. Gli altri interpreti furono, Pol Plançon (Frère Laurent), Joséphine Jacoby (Stephano), Jules-Charles Simard (Mercutio), Georgine von Januschowsky (Gertrude), Marcel Journet (Capulet), Jacques Bars (Tybalt), Bernard Bégué (Gregorio) e Adolph Mühlmann (Duc de Vérone), diretti dal debuttante (per il Metropolitan) direttore d’orchestra Samuel Bovy.

La bella e dotata Geraldine Farrar, che è stata la più applaudita dopo l’altro favorito del pubblico il basso Pol Plançon, racconta questa serata nella sua autobiografia, ricordando che Charles Rousselière non aveva pienamente convinto.

 

Il giorno dopo, Richard Aldrich scrisse:

"Il successo di Mr. Rousselière non fu così indiscutibile. Come Roméo egli è una figura virile e coinvolgente. Ha abilità drammatica e un’autorità oltre la media, riversandosi nella rappresentazione con ardore cavalleresco. La sua voce è effettivamente migliorata man mano che l'opera progrediva. Si tratta di un tenore potente e vibrante, ma la sua arte del canto, non è impeccabile. All'inizio il suo cantare non era sufficientemente uniforme, e la sua voce era spesso stridente; tuttavia riuscì ad ottenere un migliore controllo vocale nel duetto del secondo atto e ancora meglio nel quarto, quando la voce uscì bella e squisitamente impressionante. Sembra probabile, che la sua sarà una preziosa aggiunta, alle risorse vocali in un settore in cui l’Opera House scarseggia".

Charles Rousselière replicherà l’opera a Philadelphia il 4 dicembre, e nuovamente a New York, il 14 dicembre, il 9 e 26 gennaio 1907.

Il 7 dicembre il Metropolitan proporrà La dannazione di Faust di Hector Berlioz con Rousselière nel ruolo del titolo,  Geraldine Farrar (Marguerite), Pol Plançon (Méphistophélès), e  la direzione di Arturo Vigna.

Rousselière continuo ad apparire al Metropolitan nelle opere di Gounod e Berlioz, cercando il più possibile di affermarsi nei ruoli che gli avevano offerto. Sarà tuttavia una dura partita continuare ad apparire sulle tavole del Metropolitan Opera. Caruso regnava sovrano nell’opera italiana ed era assolutamente inutile cercare di detronizzarlo. Per quanto riguardava il repertorio tedesco, era appannaggio di tenori come Alois Burgstaller e Carl Burrian. Inoltre, presso l'Opera di Manhattan, Charles Dalmorès era assai popolare e criticamente ritenuto uno dei migliori tenori francesi del momento. Alessandro Bonci eccelleva nel repertorio belcantistico, e Amedeo Bassi era ammirato nei ruoli di tenore lirico spinto.

Dunque era più che legittimo che Rousselière in quel periodo fosse un po' ansioso.

Nel corso di un primo concerto il 16 dicembre, canterà  "E lucevan le stelle" (Tosca), "Printemps nouveau" di Paul Vidal e "Noël païen" di Jules Massenet.

Il 20 dicembre si produrrà a Philadelphia in una nuova produzione di Lakmé di Léo Delibes, con la messa in scena di Eugene Dufriche e sotto la direzione di Samuel Bovy, suoi partner: Marcella Sembrich (Lakmé), Josephine Jacoby (Mallika), Jules-Charles Simard (Frédérick), Marcel Journet (Nilakantha), Jacques Bars (Hadji), Lina Simeoli (Ellen), Marie Mattfeld (Rose). Riprenderà l’opera anche al Metropolitan il 28 dicembre e in seguito il 5 e il 17 gennaio 1907.

La critica analizzerà approfonditamente il lavoro, sottolineando che faceva parte del repertorio dell'Opéra Comique di Parigi e che era già stato presentato a New York durante la stagione 1891-1892, con Marie van Zandt (Lakmé), Sebastian Montariol (Gerard) e Edouard de Reszke (Nilakantha) nei ruoli principali, mentre Auguste Vianesi dirigeva l’orchestra. Trovando nella trama, qualche somiglianza con L'Africaine Meyerbeer e l’Aida di Verdi, ritenendo inoltre, che alla musica, nonostante alcuni bei passaggi, mancasse la freschezza, il movimento e l’originalità. Il critico Richard Aldrich ha elogiato Marcella Sembrich e Marcel Journet, ma è stato molto severo con Charles Rousselière, del quale non ha apprezzato né la voce né lo stile.

 

The New York Times 29.12.1906

 

«La performance artistica non ha reso piena giustizia all’opera, nonostante il canto della signora Sembrich, brillante come Lakmé, e la dignitosa e raffinata rappresentazione del Sig Journet come Nilakantha, gli unici ad essere pienamente competenti nei loro ruoli. Mme. Sembrich nel ruolo della giovane ragazza indiana ci ha restituito un’immagina seducente, elegante ed espressiva. La musica scritta per la parte di Gérald, mette a nudo la debolezza vocale e di stile del signor Rousselière, che già poco aveva fatto durante la stagione. La sua voce era singolarmente priva di fascino, con poca espressione e poco stile nel canto legato. Ha dato il meglio di se durante l’ultimo atto, in cui è richiesto un canto fortemente emotivo e drammatico. Mme. Jacoby come Mallika, nulla ha fatto di più che cantare le note. La prestazione del coro non fu né molto sicura né molto sonora. Mr. Bovy ha condotto con intelligenza e incisività ".

 

Rousselière finì il 1906 con una recita di Faust di Charles Gounod (31 dicembre) a fianco di Geraldine Farrar, Pol Plançon e Riccardo Stracciari. Due giorni prima, l’opera era stara presentata con grande successo anche alla “Manhattan Opera Company”, con il tenore Ivan Altschevsky, che sostituiva l’indisposto Charles Dalmorès nel ruolo del protagonista, a fianco di Pauline Donalda (Marguerite), Vittorio Arimondi (Mefistofele) e Paul Seveilhac (Valentin) e con la direzione di Cleofonte Campanini.

 

Il 22 gennaio 1907, Rousselière parteciperà ad un secondo concerto in cui canterà nel terzetto finale del Faust con Bessie Abott e Marcel Journet.

 

Il 29 gennaio, il nostro tenore canterà in una recita di Carmen a Philadelphia sotto la direzione di Samuel Bovy. Suoi partner: Oliva Fremstad (Carmen), Marie Rappold (Micaela), Marcel Journet (Escamillo), Marie Mattfeld (Frasquita), Josephine Jacoby (Mercedes), Albert Reiss (Remendado), Eugene Dufriche (il Dancairo), Bernard Bégué (Zuniga) e Jules-Charles Simard (Morales).

 Il 2 febbraio, l’opera verrà rappresentata anche al Metropolitan di New York.

Le critiche non furono favorevoli, lamentavano che Rousselière non era rifinito e non possedeva le dovute sfumature vocali, visto che era felice solo se cantava ad alta voce.

Il 5 febbraio a Philadelphia, Rousselière canterà nel ruolo di Canio in Pagliacci di Leoncavallo, con Lina Cavalieri (Nedda) che nel 1905, aveva conosciuto al Théâtre Antique d'Orange, quando il soprano aveva cantato nel Mefistofele di Boito con il basso  Feodor Chaliapin. Gli altri interpreti erano Antonio Scotti (Tonio), Jules-Charles Simard (Silvio) e Albert Reiss (Beppe). Il lavoro (presentato in dittico con Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni).

L’8 febbraio l’opera verrà riproposta anche al Metropolitan, questa volta però in dittico con Hänsel und Gretel di Engelbert Humperdinck.

 

Sabato 10 febbraio la Camera di Commercio Italiana organizzò un banchetto all’Hotel Waldorf-Astoria.

La stampa pettegolava nel notare che ai due tenori rivali, Alessandro Bonci ed Enrico Caruso, era stato assegnato lo stesso tavolo. Tra i tanti ospiti, c’erano Giacomo Puccini e sua moglie, il Console italiano Annibale Raybaudi-Massiglia, William Hartfeld, Lina Cavalieri con una generosa scollatura, Regina Pinkert e Oscar Hammerstein, ma Charles Rousselière non figurava tra gli invitati. Qualche giorno più tardi, il 25 febbraio, dopo uno spettacolo serale di Manon Lescaut, mentre il tenore Enrico Caruso e molti artisti del Metropolitan furono invitati ad una cena organizzata in onore del compositore Giacomo Puccini per festeggiare il suo compleanno, lo stesso invito non fu esteso né Alessandro Bonci né Charles Rousselière.

 

Causa la mancanza di lettere personali, e di informazioni più accurate, è impossibile sapere in quale stato d'animo fosse in quel periodo Charles Rousselière, tenore celebrato in Francia e particolarmente ammirato da Jules Massenet e Marguerite San Marceaux. Comunque, furono  Andreas Dippel, e non lui, a cantare il ruolo di Faust, il 23 febbraio 1907, e Enrico Caruso quello di Canio in Pagliacci, il 22 marzo.

Il tenore francese, anche se apparentemente coinvolto nelle produzioni della stagione 1907-1908 del Metropolitan, lascerà gli Stati Uniti nel mese di febbraio e non ci metterà più piede, probabilmente deluso, come lo fu il basso Chaliapin durante la sua prima stagione americana 1907-1908 (infatti, il grande basso russo non ritornerà al Metropolitan che nel settembre del 1921 in Boris Godunov).

Jean Gouret e Jean Giraudeau [4] riferirono che Rousselière andò a Berlino per cantare nel Mefistofele di Boito, alla Scala di Milano (Teodora), a Madrid Teatro Real  e al Liceo di Barcellona. Purtroppo, non forniscono alcuna data specifica, e nessuna distribuzione degli interpreti.

La difficoltà di accesso ai giornali on-line in questi paesi non ci permette di effettuare verifiche e di ripristinare una linea temporale. Quello che possiamo garantire, tuttavia, è che Rousselière cantò  a Montevideo (Uruguay) il 18 agosto 1907 in Don Carlo di Verdi (ruolo del titolo), con Salomea Krusceniski (Elisabetta di Valois), Marie Claessens (Principessa Eboli), Giuseppe De Luca (Rodrigo, Marchese di Posa), Adamo Didur (Filippo II), Carlo Walter (il grande inquisitore), Constantino Thos (un frate), Lina Garavaglia (Tebaldo, Paggio), M. Zanardi (contessa di Anenberg), A. Montanari (Conte di Lerma / Araldo reale) e in Teodora di Xavier Leroux (1863-1919), con Marie Claessens (Teodora), Giuseppe De Luca (Giustiniano), Adamo Didur (Belisario), Carlo Walter (Faber) e Lina Garavaglia (Antonina) (20 agosto) [5].

Per la stagione 1907-1908, le verifiche sono scarse. In ogni caso, nel mese di agosto 1908, Rousselière era nuovamente  in Uruguay, dove il 22 agosto, a Montevideo, cantò in italiano il ruolo di Siegmund nella  Walkiria di R. Wagner, con Salomea Krusceniski (Brunilde), Elena Rakowska (Sieglinde), Adamo Didur (Wotan), Andrés De Segurola (Hunding), Marie Claessens (Fricka e Schwerleite),  Se poi cantò anche in Argentina, in ogni caso, non avvenne al Teatro  Colón. Infatti, il teatro della capitale argentina fu inaugurato 25 maggio 1908, e nella prima stagione, assunse per il repertorio wagneriano il tenore Giuseppe Borgatti, e per il repertorio italiano e quello francese i tenori: Amedeo Bassi, Manfredi Polverosi e Antonio Paoli.

Durante la stagione 1908-1909, come abbiamo visto Rousselière fu sentito alla Scala (18 aprile 1909), in un’unica rappresentazione in lingua italiana di Teodora di Xavier Leroux (il suo ruolo venne italianizzato in Andrea), insieme a Rodolfo Angelini-Fornari (Marcello) Francesco Maria Bonini (Giustiniano), Elisa Bruno (Antonina), Giulio Cirino (Fabro) e Marguerite Mérentié (Teodora), con la direzione di Edoardo Vitale.

Tornerà in fretta a Parigi, non avendo il tempo di visitare le attrattive e i monumenti della grande città lombarda, dove lo attenderà una robusta programmazione.

Il 14 maggio sotto la direzione di André Messager sarà presente al Palais Garnier in una produzione di La Walkyrie (Siegmund) con Agnes Borgo (Brunilde), dove venne ammirato per il valore della sua bella voce, e lo  stile caldo e generoso. Il 2 giugno cantò lo stesso ruolo a fianco di Felia Litvinne (Brunilde), mentre il  resto del cast era composto da Jean-François Delmas, prestigioso Wotan; Marcel Journet, impressionante sotto le spoglie di Hunding, Jeanne Hatto nel ruolo di Sieglinde.

Canterà poi nel ruolo del titolo in Siegfried nella traduzione francese di Alfred Ernst, con  Marie Charbonnel (Erda), Louise Grandjean (Brunilde), Antoinette Laute-Brun (uccellino della foresta), Jean-François Delmas (Wotan), Henri Fabert (Mime), che era all'esordio, Marcelin Duclos (Alberich) e Joachim Cerdan (Fafner), con la direzione di André Messager (21 maggio 1909).

Georges Piot, riportando le sue impressioni sulle performance della stagione, avrà parole di lode per Charles Rousselière “Mr. Rousselière era veramente bello nella sua esuberante gioventù, espresse tutta la vocalità e l’ardore del nipote di Wälse”, Henri Fabert e Jean-François Delmas e, in misura minore su Felia Litvinne ma si riserverà alcune critiche per Louise Grandjean che non gli piaceva.

 

La sistematica analisi della cronaca teatrale di un giornale come “Le Temps” ha rivelato che da metà giugno 1909, l'Opéra offrì spettacoli di: Hamlet, Samson et Dalila, Tristan et Isolde, Roméo et Juliette, Crépuscule des dieux, Faust, Tannhäuser e Aida, che segnò il debutto di Jane Marignan nel ruolo della protagonista (Mercoledì 28 luglio, 1909), e l’opera di Meyerbeer Les Huguenots, che ha visto anche il debutto di Minna Scalar nel ruolo di Valentine (venerdì 30 luglio, 1909), ambedue le opere con la partecipazione del tenore Jean (Ivan) Altchewsky, coraggioso Radamès e Raoul. Si noti che il tenore Charles Rousselière non compare in alcun ruolo, che furono tutti divisi tra i tenori Ernest Van Dyck e Jean Altchewsky.

Tuttavia Charles Rousselière face parte di una serata di gala all’Opéra di Parigi, a beneficio dei sinistrati delle regioni del sud francese. Si produsse nel dramma lirico in un atto Le Vieil Aigle di  Raoul Gunsbourg (26 giugno 1909) a fianco del grande basso russo Feodor Chaliapin. Su questo variegato “gala” cui hanno preso parte numerosi artisti lirici, critico di “Le Temps” ha scritto:

 

“Il Gala all’Opéra, organizzato dalla stampa di Parigi a favore delle vittime della Francia meridionale, ha avuto luogo ieri sera con grande sfarzo.

E 'iniziato con le danze da l'Arlésienne, splendidamente ballate da tutto il corpo di ballo.

Poi la scena IIa del secondo atto di Roméo et Juliette, con il soprano Lydia Lipkowska e il tenore  Dimitry Smirnoff, entrambi fatti segno di grandi acclamazioni.

Venne poi il clou della serata: Le Vieil Aigle, Libretto e musica di  Raoul Gunsbourg rappresentato per la prima volta quest’inverno a Monte Carlo. È stato una rivelazione. L'azione accompagnata da una musica che allo stesso tempo è potente e graziosa, ha prodotto il più grande effetto pubblico, applaudendo ripetutamente Feodor Chaliapin, Charles Rousselière, e l’affascinante Marguerite Carré, che ha cercato invano di trarre sul palcoscenico Raoul Gunsbourg che non ha voluto apparire ne essere nominato.

La fine dello spettacolo è stato completato con brani scelti dal repertorio operistico, cantati da artisti dell’Opéra, tra cui Mlle Bréval, che interpretò con la sua abituale bravura, l'aria dalla Dannazione di Faust "D’amour l’ardente flamme”.

 

La stagione 1909 dell’Opéra, si concluderà il 31 dicembre con una rappresentazione di La Walkyrie, tra ottobre e dicembre, furono rappresentate: Henry VIII, Tannhäuser, Faust, Hamlet, La Walkyrie, Thaïs, Monna VannaSamson et Dalila e L’Or du Rhin di R. Wagner, con i tenori Gaston Dubois, Lucien Muratore, Ernst Van Dyck e John Altchewsky.

Il critico musicale di “Le Temps”, Pierre Lalo, non fu felice delle scelte fatte dalla direzione del teatro e scrisse in uno dei suoi articoli, che mentre il repertorio dell’Opéra era molto limitato, viceversa quello dell'Opera-Comique aveva proposto una valanga di titoli come: Carmen, Le Chalet, La Flûte enchantée, Madame Butterfly, Manon, Mireille, Paillasse, La Princesse juane, Les Noces de Jeannette, Le Roi d’Ys. Tosca, La traviata, Werther.

 

Il 5 giugno 1910 al Palais Garnier si riprese La Damnation de Faust, con Paul Franz nel ruolo eponimo, con  Louise Grandjean (Marguerite), Maurice Renaud (Méphisto) e Joachim Cerdan (Brander), con la messa in scena di Paul Stuart.

 

Rousselière non era a Parigi.

Infatti, era a Buenos Aires [6] per partecipare al Colón ad una serie di spettacoli in lingua italiana:

12 maggio 1910: La Vestale di Gaspare Spontini (Licinio), con Ester Mazzoleni (Giulia).

30 giugno: La Walkiria, in italiano,  (Siegmund), con Lina Pasini-Vitale (Sieglinde), Adamo Didur (Wotan), Elvira Magliuolo (Brunilde).

17 luglio: Sansone e Dalila, in italiano, (Sansone), con Alicia Cucini (Dalila) e Federico Bonini (Sommo sacerdote).

11 agosto: L’oro del Reno, in italiano (Loge), con Adamo Didur (Wotan), Giuseppe De Luca (Alberico), Lina Pasini-Vitale (Freia), Vincenzo Bettoni (Fafner).

1 settembre: Pagliacci (Canio), con Titta Ruffo (Tonio), Adelina Agostinelli (Nedda), Romano Rasponi (Silvio), Cesare Spadoni (Beppe), tutte con la direzione di Edoardo Vitale. (una sola recita)

Vi ritornerà il 16 maggio del 1914 con Parsifal, in italiano, (ruolo del titolo), con Carlo Galeffi (Amfortas), Nazzareno De Angelis (Gurnemanz), Cesare Formichi (Klingsor), Elena Rakowska (Kundry).

Il 13 giugno riprenderà il Sansone e Dalila questa volta con Ninì Frascani nel ruolo di Dalila, direttore Franco Paolantonio.

Il 25 luglio: Sigfrido, in italiano, (Rousselière cantò il ruolo del titolo in francese), con Elena Rakowska (Brunilde), Cesare Formichi (Wotan), Ernesto Badini (Alberico), Cesare Spadoni (Mime), Direttore Tullio Serafin.

 

Nella stagione 1910/1911, dal 22 dicembre, ha cantato al Teatro Massimo di Palermo in Don Carlo (ruolo del titolo) alternandosi nelle quattordici recite con il tenore G. Serranò e a fianco di  Maria Llacer-Casali (Elisabetta), Angelo Ricceri (Filippo II), Giuseppe De Luca e Giuseppe Kaschmann (Rodrigo, marchese di Posa), Luisa Garibaldi (Eboli), V. Damacco (Il Grande Inquisitore), direttore Leopoldo Mugnone.

 

Per la stagione 1911-1912, non si trovano documenti che possano seguire la sua carriera.

 

A partire dal  15 giugno 1912, il giorno dopo la rentrée di Rose Caron in Salammbô con Albert Alvarez, Jean-François Delmas, Franz Gautier e Raymond Boulogne. Charles Rousselière sarà uno degli interpreti del ciclo del Ring wagneriano, presso l'Opera di Parigi (15-24 giugno 1912), cantando nel ruolo di Loge in L’Or du Rhin, con Germaine Le Senne (Fricka), Jeanne Campredon (Freia), Lyse Charny (Erda), Yvonne Gall (Welgunde), Ketty Lapeyrette (Flosshilde), Antoinette Laute-Brun (Welgunde), Jean-François Delmas (Wotan), Marcel Journet (Fafner), Gaston Dubois (Albérich), Jean Noté (Donner), Marcelin Duclos (Albérich), Louis Nansen (Froh), Henri Fabert (Mime) e André Gresse (Fasolt). Poi sarà Siegfried nell’opera omonima di Richard Wagner, con Lucienne Bréval, Lyse Charny, Berthe Mendès, Jean-François Delmas, Henri Fabert, Marcelin Duclos e Robert Marvini, ciascuna sotto la direzione Felix Weingartner.

Prima di Partire per adempiere i suoi impegni teatrali a Londra, anche Paul Franz è stato sentito nel corso di questo ciclo, in La Walkyrie e Le Crépuscule des Dieux. Le eccezionali qualità vocali di questi due valenti tenori non hanno tuttavia fatto dimenticare Ernest van Dyck che ha continuato ad esibirsi con grande successo.

 

Tuttavia, per attenersi a Rousselière ed ai suoi compagni di scena, ecco come il critico musicale di “Le Figaro” ha descritto la prima serata del Ring:

 

"Presso l’Opéra è iniziato Il ciclo del Ring, diretto dal sig. Felix Weingartner. La prima sera con l’Or du Rhin fu, come sappiamo, turbata da un incidente puramente di natura tecnica, ma è stata artisticamente perfetta. La signorina Campredon ha mostrato con grazia, la squisita freschezza di Freia; Yvonne Gall, Antoniette Laute-Brun e Ketty Lapeyrette formano un trio di ragazze Reno di rara perfezione; il sig. Delmas canta con la nobile autorità che si deve a Wotan. Henri Fabert disegna un Mime prudente e furbo a seconda dei casi; Marcelin Duclos incarna con forte carica drammatica il ruolo di Albérich; il sig. Noté da al personaggio di Donner un singolare potere; André Gresse e Marcel Journet, vocalmente, hanno la piena dimensione che richiede il ruolo dei due giganti; il sig. Kansen ben figura nel piccolo ruolo di Froh; La signora Le Senne è maestosa in quello di Fricka; sul nuovo Lodge, che è il sig. Rousselière, non vi insegnerò nulla dicendovi che, questa volta la voce del tenore era più espressiva.

Tutto questo ha dato un risultato eccellente, e il sig. Weingartner ha condotto l’opera con ammirevole leggerezza di movimenti e con squisite fluide flessibilità, così come è richiesto, nel “prologo” della Tetralogia”.

 

Dal 1913 al 1919, Rousselière farà parte della troupe dell’Opéra-Comique. Tra i nomi dei grandi tenori che si sono prodotti in questo teatro, rammentiamo: Léon Beyle, Gaston Dubois, Fernand Francell, Mario, Maurice Sens e César Vezzani. E tra le cantanti, Marthe Chenal, (prima era dell'Opera), Lucy Vauthrin, Suzanne Brohly, Marguerite Carré, Rose Heilbronner, Louise Edvina, Marguerite Car, Geneviève Vix, Marianne Nicot-Vauchelet, Geneviève Mathieu-Lutz, Germaine Carrière, Ninon Vallin-Pardo. I baritoni e bassi sono stati rappresentati da Robert Couzinou, (che nel giugno 1913 si trasferirà all’Opéra), Jean Delvoye, Pierre Dupré, (che face parte del cast in alcune opere complete registrate dalla Pathé tra il 1911 e il 1912, e in una Manon nel 1923), Paul Payan, Jean Périer, Jean-Daniel Vigneau, Félix Vieuille.

Va da sé che il repertorio dell'Opéra-Comique era molto diverso da quello dell'Opera. Qui furono rappresentate: Carmen, Werther, Manon, Le Roi d’Ys, Les Contes d’Hoffmann, Cavalleria rusticana, La Lépreuse, Louise, Tosca, e alcune altre opere ancora.

Il 4 marzo 1913 a Monte Carlo, Charles Rousselière creerà il ruolo di Ulysse, nel poema lirico di Gabriel Fauré Pénélope. Con Lucienne Bréval (Pénélope), Jean Bourbon (Eumée), Charles Delmas (Antinoüs), Cécile Malraison (Mélantho), Gabrielle Gilson (Phylo), Robert Couzinou (Ctésippe), Bindo Gasparini (Pisandre), André Allard (Eurymache), direttore Léon Jehin.

L’opera sarà inoltre rappresentata anche a Parigi al Théâtre des Champs Élysées il 10 maggio 1913, con, nei ruoli principali, Lucienne Bréval (Pénélope), sempre vocalmente immutabile e capace di un’intima comunione con la musica di Fauré, e Lucien Muratore, ammirato per il fascino e lo splendore della sua voce potente ed eroica e per l’immenso, intelligente uso del suo sentimento drammatico.

Charles Rousselière riprenderà l’opera all'Opéra Comique il 20 gennaio 1919 sempre nel ruolo di Ulysse, con Germanie Lubin nel ruolo di Pénélope e la direzione di François Ruhlmann.

 

Il 4 giugno 1913 l'Opéra-Comique metterà in scena l’opera Julien di Gustave Charpentier con la direzione di  Albert Wolff. Il ruolo del titolo spetterà a Charles Rousselière mentre Louise sarà Marguerite Carré, i tre ruoli dello Hiérophante, le Paysan, le Mage, affidati a Raymund Boulogne, mentre George-Louis Mesqmaecker sarà: l’Acolyte, e Maurice Cazeneuve: le Sonneur.

 

Le Figaro 4 giugno 1913

 

“Il ruolo davvero travolgente di Julien, in scena quasi costantemente per tutti i quattro atti, è  splendidamente interpretato dal signor Rousselière che porta, a prescindere dalle rare doti di cantante e attore, a dare eccezionale qualità al personaggio. La signora Marguerite Carré rappresenta il personaggio di Louise con tutte le sfumature che gli ha dato il signor Charpentier, canta e interpreta il ruolo con tutto il talento e la varietà di accenti che il ruolo richiede. Il signor Boulogne nei tre personaggi che interpreta: lo Hiérophante, le Paysan, le Mage, dimostra soprattutto di essere un grande artista dotato di una bella voce. Gli altri ruoli sono anche ben raffigurati, tra cui il signor Mesqmaecker e il signor Cazeneuve. Per quanto riguarda la messa in scena e la cura con cui il sig. Carré ha messo in scena Julien, non si può dire sia stata sufficientemente raffinata. Il coro, e l'interpretazione orchestrale, meritano solo elogi; molto va al signor Wolff ".

 

L'anno seguente, il lavoro di Charpentier fu presentato al Metropolitan di New York (26 febbraio 1914).

Tuttavia, nemmeno qui fu molto apprezzato nonostante le ottime interpretazioni del tenore Enrico Caruso e del soprano Geraldine Farrar nelle parti principali.

 

Charles Rousselière concluderà la stagione dell'Opéra-Comique il 30 giugno 1913 con un’ultima rappresentazione di Julien.

 

Dal primo settembre 1913 l'Opera-Comique inizierà la sua nuova stagione con un Werther dedicato alla memoria di Jules Massenet, morto nell’agosto dell’anno precedente, con Jeanne Marie de l’Isle (Charlotte),  Genevieve Mathieu-Lutz (Sophie), Léon Beyle (Werther) e il baritono Daniele Vignea (Albert). Gli altri artisti dell’Opéra-Comique furono presenti in opere diverse, come: Les Contes d’Hoffmann, Louise, Tosca e Manon in cui Maria Kousnetzoff si fece ammirare per la sua bella voce; Madama Butterfly, Carmen, Le Chalet, La vie de Bohème, Le mariage de Télémaque.  

Dal 4 ottobre 1913 Charles Rousselière, riprenderà con successo l’opera Julien (nove recite)

 

Il primo dicembre 1913 Charles Rousselière presenterà all’Opéra-Comique una nuova creazione del compositore Emile Trépard, Céleste, tratto da “Céleste Prudhomad” di Gustave Guiches, che nulla a vedere con “Celeste”  di Lamonica e Biondi che il tenore Enrico Caruso cantò al Teatro Mercadante di Napoli nel marzo del 1897. Dell’opera furono date altre sette repliche e poi scomparve dai manifesti dell’Opera-Comique.

 

Il primo gennaio 1914, dopo molte polemiche, Parsifal di Richard Wagner, è finalmente di pubblico dominio, ed entrò regolarmente nel repertorio operistico il 2 gennaio 1914.

Ascoltare Parsifal al di fuori di Bayreuth, era un indicibile piacere per chi non aveva mai avuto la possibilità né i mezzi economici per arrivare al "tempio sulla collina" per ascoltare religiosamente questo lavoro altamente simbolico e spirituale.

Tuttavia Pierre Lalo, in un bellissimo articolo su “Le Temps”, deplorava profondamente, osservando che il Maestro aveva le sue buone ragioni per chiedere che il dramma fosse rappresentato nel luogo che aveva scelto. Secondo lui, Parsifal era "imbevuto di un senso di fede personale, e di pensiero del divino." e là doveva essere rappresentato.

 

Charles Rousselière come i suoi compagni di scena rimasero estranei ad ogni polemica. Lui essendo un eccellente cantante wagneriano, sperava di ottenere la parte del protagonista nella prima di Parsifal alla Salle Garnier di Parigi, tuttavia, c’era un insormontabile ostacolo, egli era membro dell’Opéra-Comique, inoltre, era stato impegnato per cantare il ruolo dell’”eletto di Dio” nei teatri di Madrid e Monte Carlo

L’opera fu rappresentata in contemporanea a Berlino, Roma, New York.

Parsifal fu rappresentato anche al Teatro Reale di Madrid, con la direzione di José Lassalle, e con la messa in scena di Amalio Fernandez. Alla presenza dei sovrani spagnoli. Charles Rousselière con il soprano Alice Guszalewicz ottenne un grande successo tra l’entusiasmo generale del pubblico.

 

A Monte Carlo (20, 22, 25 gennaio, 1, 10, 15 febbraio 5 aprile 1914) il successo dell’opera, è stato altrettanto brillante. Nelle sue memorie, il soprano Felia Litvinne ha scritto in merito al suo compagno di palcoscenico:

"Rousselière è stato il vero Parsifal con una voce squisita, e un modo di esprimersi scenicamente giovanile, semplice e profondo."

Il giudizio è breve ma significativo. Il nostro tenore non possedeva solo una bella voce, ma sapeva anche come interpretare un ruolo, riuscendo a competere con grandi cantanti-attori come Victor Maurel, Feodor Chaliapine, e Vanni Marcoux.

Sempre a Monte Carlo si presenterà poi in Norma (29 gennaio, 1914), nel ruolo di Pollione, con il soprano russo Maria Koustnezoff (Norma), Jacqueline Royer (Adalgisa), Valentine Carton (Clotilde), Marcel Journet (Oroveso), direttore Léon Jehin, messa in scena di Raoul Gunsbourg.

Mentre il 23 febbraio, sempre nel Teatro del Principato, crea il ruolo di Spakos in Cléopâtre di Jules Massenet - opera presentata per la prima volta dopo quasi due anni dalla comparsa del compositore - con  Maria Kuznetsova (Cléopâtre), Alfred Maguènat (Marc-Antonie), Lilian Grenville (Octavie), Pierre Clauzure (Amnhès), Valentine Carton (Charmion), signor Feiner (Ennius), signor Ghastau (Sévérus),   direttore Léon Jehin.

 

In un suo articolo su “Musica” dell’aprile 1914, numero 139. Gaston Magny, eccitato dalla vibrante voce di Rousselière e sopraffatto dalla squisita bellezza di quella di Maria Koustnezoff, ha scritto:

 

"Raoul Gunsbourg ha messo in scena con suprema cura il supremo capolavoro del maestro, e, grazie a lui, l'ultimo sogno di Massenet è stato magnificamente realizzato.

Ammirabile lo scenario del signor Visconti, e i più grandi artisti hanno il resto.

Il signor Rousselière ha messo in primo piano il ruolo di Spakos, cantato con voce generosa, traducendo con forza il selvaggio dolore.

Il signor Maguènat, nel ruolo di Marc-Antonie, si è rivelato splendido cantante, dalla voce ampia e ben modulata, e grande artista di razza, è riuscito a rendere superbamente i vari aspetti di questo grande ruolo. la creazione lo colloca definitivamente fra i primi in ordine di grandezza.

Massenet non avrebbe potuto sognare una Cléopâtre migliore della signorina Koustnezoff: lei è la regina d'Egitto! Per la bellezza, l’estraneità, la femminilità, la grazia sovrana, la crudeltà voluttuosa e la passione ardente. Splendidamente vestita, ha causato sempre sensazione in ognuna delle sue apparizioni, ed è stata entusiasticamente applaudita per la pura qualità della sua voce e la sua meravigliosa arte scenica.

La signorina Lilian Grenville ha dato a Octavie il fascino, l'emozione e la sensibilità.

La signorina Carton ha cantato una bella voce di contralto il ruolo di Charmion.

Dobbiamo parlare anche dei signori Clauzure, Feiner e Ghastau che hanno adempiuto perfettamente i ruoli loro assegnati. Espressiva e deliziosa la mimica della ballerina, la signorina Magliani.

Il signor Léon Jehin ha guidato l'orchestra con il controllo gli conosciamo. Il coro di notevole sonorità, ha preso parte l'azione con impressionanti movimenti.

Il ricordo di questa sera, dove il numero applausi entusiastici non si contano, rimarrà come uno dei più belli dell’Opéra di Monte Carlo, per la glorificazione e la massima soddisfazione di Raoul Gunsbourg.”

 

Il 21 marzo 1914 l'Opera di Monte Carlo presenterà, anche questa in prima assoluta, la leggenda lirica in quattro atti  Béatrice di André Messager, con  libretto di Robert Fiers e Gaston Armand de Caillavet, basata su una storia di Charles Nodier.

A Charles Rousselière il compito di creare il personaggio di Lorenzo, mentre Andrée Vally sarà Béatrice.  Altri interpreti furono : la Signorina Rainal-Monti (la Vierge), Marguerite Soyer (Musidora), Valentine Carton (la Bohémienne), Cécile Malraison (Frosine), Joseph Royer (Tiberio), Robert Marvini (l'Évêque de Palerme),

André Gilly (Fabrice), Pierre Clauzure (Beppo), Charles Delmas (le Jardinier), direttore Léon Jehin.

 

Dopo aver concluso la sua stagione a Monte Carlo, Charles Rousselière partirà per l'Argentina, dove, tra maggio e giugno del 1914, si presenterà al Colon, Buenos Aires per cantare nelle opere già citate a pagina 8.

 

Terminata la Tournée al Colón e prima che si scateni la spirale di eventi che porterà alla prima guerra mondiale, Rousselière ritornerà in Francia.

In quel periodo aveva trentanove anni. Fu mobilitato? Tornò a cantare? non ci sono notizie che confermino nessuna delle due ipotesi, in ogni caso, Rousselière non appare nei programmi di dell'Opéra-Comique tra l’ottobre del 1914 e il dicembre del 1918. In questo teatro durante il suddetto periodo verranno prodotti tra l’altro spettacoli come: La Fille du Régiment, La Vivandière di Benjamin Godard, Carmen, Tosca, Louise, Lakmé, Les Cadeaux de Noël di Xavier Leroux, Manon, Cavalleria rusticana (nella versione in francese), Mireille, Sapho, Werther, Mignon, Le Roi d’Ys, ecc., tutte senza la partecipazione di Rousselière.

 

Come già indicato a pagina 9;  il 20 gennaio 1919 Charles Rousselière, riprenderà all'Opéra-Comique il ruolo di Ulysse in Pénélope di Fauré a fianco di Germanie Lubin.

 

Nel 1920, quando il “verismo” e il “mal canto” prenderanno possesso della scena lirica, Charles Rousselière lascerà le scene e si dedicherà all’insegnamento del canto.

 

Come molti cantanti del suo tempo, è stato sostanzialmente assorbito dalla sua carriera, per la preparazione dei ruoli, le prove e gli spettacoli, spendendo un sacco di tempo viaggiando in treno e in nave, avendo poche opportunità di partecipare alla vita  cittadina  interessandosi agli eventi che si svolgevano intorno lui.

Ha avuto incontri personali e di corrispondenza con alcuni compositori.

Ha creato alcuni ruoli in opere contemporanee.

 

Charles Rousselière negli Stati Uniti soffrì il confronto con i maggiori tenori internazionali. Per riferirsi agli artisti francesi del suo tempo, a New York gli furono preferiti Edmond Clément e Charles Dalmorès.

In Sud America e in Spagna, è riuscito ad imporsi ai favori del pubblico, nonostante la presenza di artisti come Eduardo Ferrari Fontana, Amedeo Bassi, Giuseppe Anselmi, Florencio Constantino, Antonio Paoli e Giuseppe Borgatti. In Francia, infine, è stato senza dubbio ammirato e celebrato, nonostante la presenza di Albert Alvarez, Émile Scaramberg, il belga Ernest Van Dyck, il russo Ivan Altchewsky, René Verdière, Paul Franz e John O'Sullivan.

 

Charles Rousselière è stato un tenore prestigioso, dal repertorio eclettico, desideroso di conoscere le opere contemporanee francesi.

 

La sua voce era ardita, di grande portata sonora, la sua dizione chiara. Egli eccelleva nel canto wagneriano in francese, come Giuseppe Borgatti nel canto wagneriano in italiano. Senza dubbio, ha occupato un posto di rilievo sul palcoscenico operistico in Francia e all'estero.

 

 

 

 

 

 

 



[1] La prima fissata per il 26 agosto 1900, non poté aver luogo: nel momento in cui la rappresentazione stava per cominciare, di fronte ad una folla di novemila spettatori, un enorme temporale scoppiò su Bézier, inzuppando indifferentemente musicisti, ballerini, cantanti e attori; le arene si svuotarono tra il panico e la fuga precipitosa della folla. La prima rappresentazione fu rimandata al giorno dopo, dove tutto sotto un cielo clemente tutto funzionò a meraviglia. Il Tenore Valentin Duc chiamato ad interpretare il ruolo di Kratos, abbandonò la produzione perché non ottenne dall’autore l’aggiunta al suo ruolo di una “grande aria” e dovette essere sostituito in grande fretta da un certo Fonteix del Grand Théâtre di Marsiglia. Cf. Fauré: Les voix du claire-obscur p.217.

[2] Il ruolo era inizialmente stato assegnato ad Emma Calvé che si è ritirò all'ultimo momento. Il soprano americano ha dovuto imparare ruolo di Amica in cinque giorni. Cf. Geraldine Farrar, “The story of an American Singer by herself, pp. 81-82 (Boston e New York, Houghton Mifflin Company, 1916).

 

[3] Nella versione originale francese di Jean Pierre Mouchon viene riportato erroneamente come data della prima il 27 febbraio 1906 (N.d.T.).

[4] Jean Gouret e Jean Giraudeau “Dictionnaire des chanteuse de l’Opéra de Paris” p. 109 (Edizioni Albatros, Parigi 1982.

 

[5] V. Susana Salgado “The Teatro Solis 150 years of opéra, concert, and ballet in Montevideo” p. 299 (Middletown, Wesleyan University Press, 2003.

[6] Cf. Cronologia on-line del Teatro Colón

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