Ettore Cesa-Bianchi - Tenore

Ettore Cesa-Bianchi - tenore

Nasce a Milano il 28 aprile 1884

Muore a Milano il 17 ottobre 1952

 

Appartiene a una famiglia molto nota di Milano, che discendeva fin dal Cinquecento dai Cesa e dai Bianchi.

 

Riceve un'educazione musicale formandosi come violoncellista, (altra fonte lo vuole diplomato in trombone) presso il Conservatorio di Milano. Quando scopre d'avere una bella voce tenorile, decide di dedicarsi al canto.

Si stabilisce a Bologna, dove prende lezioni di canto da Emilia Corsi (soprano italiano 1870-1927).

 

Il suo debutto avviene il 26 dicembre 1911 al Teatro Fraschini di Pavia come "Lohengrin".

 

“Il cavaliere del Cigno”, sarà il suo ruolo principe per tutto lo svolgersi della carriera, esso, lo porterà a esibirsi in molti tra i più importanti teatri italiani e stranieri. Ricorderemo qui alcune tra le sue più rilevanti esibizioni in questo ruolo:

Trieste, Teatro Verdi marzo 1912. Milano 3 dicembre 1912 (debutto al Teatro alla Scala) a fianco di Linda Cannetti e Nazzareno De Angelis con la direzione di Tullio Serafin. Alla Scala il 18 febbraio 1913 sarà inoltre Ugo di Bordeaux  in “Oberon”  di C.M. von Weber a fianco di Giuseppina Bertazzoli (Oberon) e Giannina Russ (Rezia) , direttore Tullio Serafin.

Varcato l’Atlantico, Il 17 maggio 1913 è Lohengrin al Teatro Colón di Buenos Aires a fianco di Salomea Krusceniski e Luigi Montesanto. Nella stessa Stagione canterà anche in "I maestri Cantori" (Walter) e "Oberon" (Ugo di Bordeaux ) con Luisa Garibaldi nel ruolo del titolo.

 

Ancora in "Lohengrin" lo troviamo a Bologna Teatro Comunale (11.11. 1913) a fianco di Maria Llacer e Francesco Cigada, Torino Teatro Regio (20 dicembre 1913), Verona Teatro Nuovo (1919), Lisbona (Teatro de São Carlos 1922) dove canterà anche in "Parsifal", Mantova (1926), Napoli Teatro di San Carlo (25.1.1926) con Maria Luisa Fanelli ed Elvira Casazza.

Della sua interpretazione di Lohengrin, Eugenio Gara ebbe a scrivere:

"… Voce d'argento come l'armatura del suo eroe …".

Specializzatosi nei ruoli del repertorio tedesco, eseguiti in lingua italiana, com’era consuetudine in quegli anni, canterà anche in Parsifal, Walkiria, Maestri Cantori, Tristano e Isotta, Oberon, Fidelio, ma non solo, metterà in repertorio anche opere della tradizione italiana come: Norma, La vestale, Traviata, Lucia di Lammermoor, Tosca. E della tradizione francese, Werther e Sansone e Dalila.

 

Una delle sue ultime apparizioni avviene al Teatro Reale dell’Opera di Roma, come Florestano in “Fidelio” di L. van Beethoven con Iva Pacetti (Leonora), Benveuto Franci (Pizarro) e la direzione Gino Marinuzzi.

Non si hanno notizie precise di sue incisioni discografiche tranne che per un paio di canzoni di Angelo Bettinelli (Bimba non t'avvicinar e Strimpellata al tramonto) incise entrambi per la Fonotecnica.

Muore a Milano il 17 ottobre 1952.

 

© Pietro Sandro Beato