André D'Arkor - Tenore

 

 

 

Arsène van Ham

in arte

ANDRÉ D'ARKOR

 

 

Tenore belga

 

Nato a Tilleur, Liegi (Belgio Vallone) il 23. 2 1901

Morto a Bruxelles il 19.12. 1971

 

Primogenito di tre figli, fin dall'infanzia fu notato il suo talento canoro e, presto iniziò cantare in coro.

A diciannove anni è invitato a entrare in Conservatorio, che lascerà solo il tempo necessario per svolgere il servizio militare. Al Conservatorio di Liegi studia canto con Henri Seguin, Arman Copine e François Malherbe, 

diplomandosi con il massimo dei voti e vincendo il più importante premio studentesco del Conservatorio, con la seguente distinzione: "Un brillant 

premier prix de chant et de declamation lyrique".

 

Il suo debutto professionale avviene all'Opera di Liegi nell'autunno del 1925 in Lakmé di L. Delibes (Gérald), seguita tra l'altro, da La bohème di G. Puccini (Rodolfo), Amleto di A. Thomas (Laerte), Thaïs di J. Massenet 

(Nicias), Lucia di Lammermoor (Arturo Bucklaw) di G. Donizetti, (qualche anno più tardi al Teatro de la Monnaie di Bruxelles canterà anche nel ruolo di Edgardo)

Negli anni successivi la sua attività si svolge esclusivamente tra i confini del suo paese. Come vedremo in seguito, compirà anche qualche breve incursione in Francia, Stati Uniti e in alcuni paesi europei.

 

Canta per tre stagioni (1925-1929) alla Royal Opera di Ghent, durante le quali, allarga notevolmente il suo repertorio  abbracciando anche ruoli meno usuali come: Le Coq d'Or (l'Astrologo) di N. Rimskij-Korsakov 

(28.1.1927),  le Jouer de Viole di Raoul Laparra (7.3.1928), Paganini (Ruolo del titolo) di F.  Lehár (2.10.1928),

 

Il 21 febbraio 1930 debutta All'Opera di Lione, come Belmonte in L'Enlèvement au Sérail (Die Entführung  aus dem Serail) di W. A. Mozart con Clara Clairbert, Theo Beets, Fabry e Lucien van Obbergh. 

 

Nel 1930 è invitato al Théâtre de la Monnaie di Bruxelles.

Qui il 2 agosto debutta nel ruolo di Faust nell'omonima opera di C. Gounod a fianco di Eglantine Deulin (Marguerite).

Poche settimane dopo  appare come Le Chevalier Des Grieux in Manon

Queste due apparizioni gli faranno guadagnare il plauso unanime di pubblico e critica, consentendo al teatro di Bruxelles di offrirgli un contratto, che darà al tenore belga, l'opportunità di cantare in una notevole quantità di ruoli, tra i quali:  Il barbiere di Siviglia (Almaviva) con Helene Krinkels, La Dame Blanche di A. Boieldieu (Georges Brown), Le Postillon du Lonjumeau di A. Adam (Chappelou) con Helene Krinkels,  Rigoletto (Il Duca di Mantova), Martha di A. Thomas (Lionello), L'Elisir d'amore (Nemorino).  Producendosi inoltre in ruoli di operetta o meno popolari quali: Le preziose ridicole di F. Lattuada (Mascanille) con Livine Mertens, Le Roi Malgre lui di E. Chabrier (Le Comte de Nangis), Der Tsarewitsch  di  F. Lehár (Lo Zarevic), Abu Hassan di C. Maria von Weber (Hassan), La Reine Fiammette di X. Leroux (Danielo).

In questo teatro, André D'Arkor divenne il beniamino del pubblico raccogliendo i maggiori successi della sua carriera. Fu così saldo il rapporto del tenore belga con il Théâtre de la Monnaie, che pur alla presenza di famosi cantanti come, Lucien Van Obbergh, Livine Mertens, Emma Luart, Clara Clairbert e Louis Richard, ne diverrà il membro più importante.

Canterà in questo teatro per diciassette anni, come primo tenore, in più di cinquanta ruoli tratti principalmente dal repertorio lirico, tra questi, 

oltre ai citati, ricorderemo:  Lakmé  (Gerald) - Mireille (Vincent) - Faust 

(Ruolo del titolo), Roméo et Juliette (Roméo)  di C. Gounod - Lucia di Lammermoor (Edgardo) - La bohème (Rodolfo), Tosca (Mario Cavaradossi) - Mignon di A. Thomas (Wilhelm) -  Don Giovanni (Don Ottavio),  La Flûte Enchantée (Die Zauberflöte) (Tamino) - Carmen (Don José), Les pêcheurs de perles (Nadir) - La traviata (Alfredo) - Werther  (Ruolo del titolo) -  ecc ...

 

Dal 1929 da inizio partendo dalla Francia, e di qui in altri stati europei, alla sua carriera extra-nazionale.

 

Il 5 gennaio 1931 canta in Manon (Le Chevalier Des Grieux) all'Opera-Comique di Parigi.

Canta poi a Lione, Marsiglia, Bordeaux e a Aix-les-Bains come Danilowitch ne L'Etoile du Nord di G. Meyerbeer con Clara Clairbert, poi a Vichy in Manon (Des Grieux) e La traviata (Alfredo) con Clara Clairbert e Paul Cabanel.

 

Nel 1932/33 porta a termine una tournée americana che non si tradusse però in vera rinomanza internazionale. L'anno successivo considerò un tour simile, ma alla fine decise di non farlo.

 

Sempre negli anni Trenta ormai al culmine della carriera compirà alcuni tour in Olanda, Germania, Francia e Svizzera. 

 

Canta nuovamente a Liegi come Leopoldo in La Juive di G. Meyerbeer, Le Chemineau di X. Leroux,  La Mégère Apprivoisee di C. Silver, La Navarraise, Sapho, Fortunio, Louise e La Gioconda, creando per Liegi il ruolo di Enzo Grimaldo durante la stagione 1934-1935.

 

 

il 2 e 4 marzo 1934 interpretando il ruolo di Des Grieux, celebra a Ginevra, il cinquantenario di Manon di J. Massenet.

 

I suoi ruoli più famosi rimasero per il repertorio francese nelle opere: 

FaustManon, Les pêcheurs de perles, Roméo et Juliette.

E per quello italiano L'elisir d’amoreLa traviataRigolettoLa bohème, fino al tragico evento bellico che impose una brusca frenata alla sua carriera.

 

Nell'immediato dopoguerra, pur nel pieno vigore, André D'Arkor smise di cantare, le sue ultime apparizioni operistiche risalgono al 1945 nei ruoli di Des Grieux, e Nadir.

 

Si dedica in seguito all'insegnamento e a una carriera dirigenziale, che lo porta prima a dirigere il Teatro Reale di Liegi rimanendovi per vent'anni dal 1945-1946 al 1964-1965, e in seguito al Théâtre de la Monnaie di Bruxelles, come direttore artistico e come insegnante, dove vi rimase fino alla fine della sua vita nel 1971.

 

André D'Arkor nella sua vasta carriera metterà in repertorio più di ottanta titoli.

 

Voce di tenore lirico dal timbro bellissimo, robusta e rotonda eppure morbida, molto personale e facilmente riconoscibile, caratterizzata da un'ampia ricchezza di suoni, omogenea in tutti i registri, sorretta da un'emissione molto fluida e flessibile, dizione irreprensibile, priva di nasalità tipiche di molti cantanti di scuola francese.  André D'Arkor svolge una linea di canto d'innata eleganza sostenuta da un superbo legato e da una grande intensità di timbro e di fraseggio.

La bellezza della sua voce gli aveva fatto guadagnare un posto preminente tra i cantanti del suo tempo, e senza dubbio, uno dei più “alti” nella storia dell'opera belga.

 

Un buon esempio della sua arte canora si può trovare nei CD:

MDV Classic - MDV 010 (Registrazioni 1930/1938)

Lebendige Vergangenheit 89541.

 

© Pietro Sandro Beato